Archivio mensile:agosto 2013

Richiesta Consiglio Comunale Urgente : TARES

Molte famiglie ed anche alcuni titolari di esercizi commerciali già pesantemente gravati dalla crisi economica ed occupazionale, sono venuti a conoscenza con stupore e sconcerto, in queste ultime settimane, di quanto dovranno versare al Comune di Modugno per il nuovo tributo TARES (tassa rifiuti e servizi), che è in vigore dal 1° Gennaio 2013 e sostituisce la vecchia Tarsu.

In moltissimi casi una vera e propria “mazzata” che può arrivare anche a duplicare l’entità degli esborsi rispetto all’anno scorso. Questo amplifica una tensione sociale pericolosa a Modugno, come nel resto del Paese.

Il Partito Democratico, come altre forze politiche, ha raccolto molte delle lamentele dei Modugnesi che in questi giorni stanno rivolgendo all’Amministrazione richieste di chiarimenti, data l’incertezza sulla data di versamento della prima rata e sul sistema di calcolo. Riteniamo che le decisioni del Commissario prefettizio, prese con fretta incomprensibile, sono state poi assecondate dall’Amministrazione con superficialità.

I cittadini lamentano e denunciano che a tale pressione fiscale non corrispondono servizi adeguati che la stessa tassa dovrebbe finanziare; la Tares dovrà finanziare infatti anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree Verdi, ecc.

Pertanto, il Partito Democratico si è fatto carico, insieme ad altre forze politiche del problema, chiedendo la convocazione di un Consiglio Comunale che ponga all’OdG l’esame di questo provvedimento tributario, per verificare, insieme ai funzionari del Comune e all’Amministrazione, se ci sono margini di miglioramento, al fine di garantire maggiore equità fiscale e tutela, in modo particolare a favore dei redditi più bassi.                                                             

Il Circolo PD Modugno

 

Riflessioni su questi primi mesi di legislatura e sul futuro del PD

Caro/a, prima della pausa estiva mi preme inviarti una breve riflessione su questi primi mesi di legislatura e sul futuro che ci attende. Ritengo che nessuno di noi, nella fase post primarie e durante tutta la campagna elettorale, pensasse che ci saremmo ritrovati al Governo con il nostro avversario di sempre. Nessuno poteva immaginare che tutto quello che abbiamo raccontato, potesse essere smentito dopo qualche settimana dal voto. Eppure il risultato delle elezioni e l’atteggiamento del M5S non ci hanno permesso di realizzare quel “Governo di cambiamento” che tutti noi auspicavamo. Ma questa è storia ormai passata che tutti conosciamo seppur resti ancora una ferita scoperta. Dalle vicende del Presidente della Repubblica, alla formazione del Governo nulla è andato come tutti noi desideravamo. Non ho mai nascosto la mia difficoltà nel dover giustificare l’attuale alleanza ma credo che agli iscritti e agli attivisti del Partito Democratico non siano sfuggiti tutti i passaggi che hanno contraddistinto il nostro percorso sin qui. Un Governo era necessario. Tocchiamo con mano ogni istante il bisogno reale di riforme strutturali che possano quantomeno arginare la devastante crisi in cui ci troviamo. La disoccupazione giovanile e non, la legge elettorale, la semplificazione, il taglio dei costi della politica sono priorità alle quali va data una risposta immediata in maniera responsabile. La responsabilità politica, tuttavia, non vuol dire Governo di una sola parte, Governo sotto continuo attacco, Governo traballante. Dobbiamo avere la forza di imporre i nostri temi, quelli che ci hanno sempre caratterizzato, e inserirli da subito nell’agenda politica. O si risolvono i problemi strutturali o si va a casa.
Una buona prova è stata, a mio avviso, la reazione dei nostri esponenti nazionali dopo la sentenza Mediaset che ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi. Dal Segretario Epifani passando per Bersani, per finire a Renzi, la dichiarazione è stata univoca: “Le sentenze si rispettano, non faremo alcuna riforma della giustizia come la intende il PDL”. Si ristabilisce un punto fermo: i nostri valori sono inamovibili, nonostante un Governo di larghe intese.
Anche sul fronte interno siamo al giro di boa. Il nostro Congresso potrà determinare la svolta del PD sulle riflessioni che vi esprimevo poc’anzi. Come sopra, o si lavorerà per una figura autorevole che blocchi la guerra interna, imponga le nostre priorità al Governo e lavori in vista delle prossime elezioni, oppure saremo costretti a guardare lentamente decadere questo nostro straordinario partito. Indietro non si torna – anzi – è necessario lavorare ancor più duramente per trasformarci finalmente in partito di Governo.
Non penso, come sento da più parti, che questo sia un Congresso rifondativo; il PD esiste e chi vive con passione il lavoro dei circoli lo sa bene. Siamo il Partito più radicato in Italia con migliaia di Segretari capaci, con la tenacia dei tanti anziani militanti e la speranza che coltivano i tanti giovani democratici. Un patrimonio di intelligenze ed energie difficilmente estirpabile e desideroso di un Partito non litigioso, non correntizio e alla ricerca di una guida riconosciuta da tutti.
 
A tal proposito mi preme fare un passaggio sui Congressi, regionale e provinciale, che ci interesseranno più da vicino: è necessario, a mio avviso, irrobustire la forza e il potere decisionale dei Circoli. Il coinvolgimento delle sezioni, la vicinanza ai territori, la presenza costante, dovranno esser prerogative fondamentali per i futuri Segretari.
In quest’ultimo periodo la più grande soddisfazione, nonostante la crescente sfiducia, ce l’hanno regalata proprio le comunità, i circoli, la nostra base con la vittoria alle amministrative. Basta con l’accentramento delle decisioni nelle segrete stanze, basta con il correntismo per sistemare tutti, basta con i capi bastone che non rappresentano più nessuno. Si faccia un Congresso che guardi alle istanze di ogni singolo territorio. Serve un Segretario che si metta a disposizione costante del Partito e dei suoi iscritti, senza doppi incarichi, senza trampolini di lancio, senza la necessità angosciosa di dover rispondere a delle logiche correntizie.
Sono certa che individueremo delle figure che dedicheranno le loro energie alla ricostruzione del Partito in Provincia e in Regione, partendo dal risultato delle elezioni politiche per preparare le prossime scadenze elettorali.
Tocca a tutti noi, iscritti ed eletti, ridar fiducia a tutti quegli elettori che, nonostante la propensione a sinistra, hanno guardato altrove. Sta a chi si assumerà il compito di essere classe dirigente, il dovere di porre al centro del dibattito politico i nostri temi ed imporli nella discussione nazionale.
 
Mi perdonerai per la prolissità.
Con affetto, Liliana.

Buone vacanze e appuntamenti di settembre

Caro/a,

nel clima torrido di questi giorni, che infiamma anche il quadro politico nazionale, concediamoci qualche giornata di riposo. L’attività istituzionale, quella canonica, nei palazzi dove ogni giorno siamo impegnati da amministratori pubblici, va in vacanza.
Restano sempre aperti, però, i nostri rapporti, le nostre relazioni, il reciproco ascolto e la condivisione delle nostre idee e proposte. Per questo, in allegato a questa mail, troverete alcuni Ddl approvati nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale. Si tratta di quattro importanti provvedimenti, che avranno ricadute positive su tutti i territori: la legge regionale sui B&B, quella sull’Artigianato, la legge per le Farmacie rurali e infine la legge di assestamento e prima variazione di Bilancio.
Come sapete tutti, lo scorso 22 giugno si è ufficialmente inaugurata quella che ho chiamato una campagna d’ascolto da parte del Gruppo consiliare del Pd che intende continuare a discutere, con tutti gli amministratori locali, di come vogliamo davvero le nostre città, la nostra regione, il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Come ho già avuto modo di dire nel corso del primo evento di ‘Ci stiamo applicando-Amministratori locali in azione’, sono convinto che solo tornando a guardarci negli occhi, solo condividendo le idee e le proposte di ognuno di noi, potremo davvero costruire la Puglia che vogliamo.
Per questo, mentre ricaricate le batterie durante questi giorni di meritato riposo, vi anticipo le due riunioni del Gruppo che si terranno a settembre: la prima, lunedì 2, sul regolamento della Valutazione ambientale strategica (Vas): un provvedimento che ora è all’esame della Commissione Ambiente. La seconda riunione, invece, riguarda il tema dei rifiuti, e si terrà venerdì 9 settembre.
Inutile ricordarvi che siamo aperti a ogni contributo e che, anzi, provvederemo all’ascolto di ogni esigenza dei territori, in apposite riunioni tematiche che potete anche da subito suggerire.
Augurando ancora buone vacanze a tutti voi e alle vostre famiglie, vi abbraccio e spero di rivedervi presto.

Pino Romano

Presidente Gruppo PD

 

————————————-

SEGRETERIA PARTICOLARE

SEDE: Via Giuseppe Capruzzi, 212 (4° piano) – 70124 BARI

TEL. 080.55.76.965 -  080.55.76.967 – 080.540.2369 – 080.5402110  FAX:  080.5474658

INDIRIZZO EMAIL:  romano.giuseppe@consiglio.puglia.it  – INDIRIZZO PEC: romano.giuseppe@pec.consiglio.puglia.it

legge regionale B&B

legge regionale farmacie rurali

legge regionale variazioni di bilancio

legge regionale artigianato pugliese

Women to Business

Women to Business

Percorso di accompagnamento verso un nuovo modello di gestione dell’impresa

L’impresa è un’organizzazione complessa “…formata da sottosistemi interdipendenti di natura sia strutturale, che sociale, da parti hard e soft, da sistemi operativi e da mondi vitali, da tecnologie e da valori, da elementi formali e informali…” (Callini 2001).  Da qui nasce la vision del corso WtoB – Women to Business!
I continui mutamenti in ambito sociale, tecnologico ed economico, dettati soprattutto dallo scenario nazionale e locale attuale, rendono l’ambiente in cui operano le aziende sempre più complesso. In tale ambiente, l’Impresa, di qualunque dimensione sia, deve dotarsi di nuovi elementi dall’organizzazione alla strategia, dall’innovazione al mantenimento del posizionamento nel Mercato.Di conseguenza, l’Impresa moderna – per sopravvivere – deve essere capace di leggere i cambiamenti del Mercato stesso e se si innova, diviene vincente. Più semplicemente, se adotta dei cambiamenti qualitativamente rilevanti, si radica ulteriormente nel Territorio e continua a crescere.  “Women to Business” è il corso che si propone di fornire alle partecipanti un kit di metodologie per ripensare all’impresa attraverso l’adozione di nuovi strumenti di gestione della qualità e di miglioramento continuo. Strumenti di carattere normativo ma anche finanziario che favoriscono quel cambiamento determinante per la sopravvivenza dell’impresa al femminile.  Opportunità di business, eccellenza gestionale, cura delle risorse umane, conciliazione vita-lavoro, comunicazione: questi i principali temi trattati nel per-corso offerto alle Imprenditrici di Terra di Bari. Gli incontri saranno tenuti da esperti qualificati e dotati di consolidata esperienza nelle tematiche oggetto della trattazione d’aula e avranno un taglio di natura operativa favorendo il confronto interattivo tra formatori e partecipanti L’invito a partecipare è rivolto a tutte le Imprenditrici che intendano ridisegnare i vecchi modelli del fare impresa per rilanciare il proprio mood, la mission e l’operatività che consentono all’impresa-donna di fare la differenza nel Territorio.  Il corso è finanziato dal Comitato Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Bari.  Il corso si svilupperà in 9 incontri che si terranno presso la Camera di Commercio di Bari a partire dal 17 settembre 2013 dalle ore 13,30 alle ore 17,30 come da calendario allegato.

1_Modulo_Adesione Calendario WtoB

Calendario WtoB

DL Lavoro: bonus assunzioni, prime risposte a emergenza NEET

in Italia viviamo da troppo tempo un’emergenza drammatica: si chiama disoccupazione giovanile ed è un male che sta falcidiando le speranze di un’intera generazione. A questo si aggiunge l’aggravante della maggiore vulnerabilità dei giovani meridionali, tipicamente più esposti agli effetti di questa crisi economica.
Sono convinta che il nostro dovere di parlamentari, e quello del Governo in carica, in questo momento sia principalmente di dare le giuste risposte a questa emergenza. E lo avverto tanto più perchè in queste ore c’è chi ha deciso di deviare il dibattito politico sulle vicende che interessano un pregiudicato, il cui destino non ha nulla a che vedere con il futuro di milioni di giovani.
NEET (“Not in Education, Employment or Training”), è l’acronimo con cui si indicano quei diplomati o laureati che hanno smesso di studiare e non cercano neanche più lavoro. Si tratta di una fetta crescente di popolazione, circa 3,3 milioni di persone, per la maggior parte donne (circa il 58% del totale). A questi cittadini italiani, giovani e over30, è destinata la parte più importante di questo decreto. Perchè è a loro che dobbiamo fornire più velocemente le risposte.
 
Con il voto di ieri alla Camera si è dunque proceduto all’approvazione definitiva del decreto n. 76 con cui, il Governo prima e il Parlamento poi, hanno deciso di affrontare alcune delle criticità fondamentali di questa crisi. Si tratta di interventi che a mio avviso meritano un approfondimento.
 
Innanzitutto sono state impegnate risorse per circa 800 milioni di euro, provenienti da fondi europei, per finanziare nel complesso questo pacchetto di misure. La distribuzione di queste risorse e degli interventi coperti interessa per la maggior parte il Sud, per un ammontare di circa 500 milioni.
 
Il primo e più importante intervento incluso nel decreto è il cosiddetto “bonus assunzioni“. Si tratta di una misura che riguarda i giovani compresi tra i 18 e i 29 anni, che rientrino in una di queste tre condizioni:
- siano privi di impiego da almeno sei mesi;
- siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
- vivano soli con una o più persone a carico.
Se da un lato si cerca quindi di fornire un’opportunità in più a chi – laureato, diplomato e non diplomato – è fuori dal mondo del lavoro da almeno sei mesi, dall’altro lato si cerca di offrire una via d’uscita anche a chi si trova nella situazione di dover reggere le sorti di un piccolo nucleo familiare.
Il bonus per le imprese vale un terzo della retribuzione mensile lorda per ogni neo-assunto con contratto a tempo indeterminato, e viene corrisposto per 18 mesi, con un tetto massimo di 650 euro mensili.
Il bonus si applica anche nel caso in cui l’azienda decidesse di stabilizzare con contratto a tempo indeterminato un lavoratore precario, e in tal caso il bonus viene erogato per 12 mensilità.
Il bonus assunzioni resterà in vigore fino a giugno del 2015.
 
Altro intervento meritevole di attenzione è quello che riguarda i tirocini formativi e l’apprendistato. Quest’ultimo in particolare è indicato esplicitamente come la modalità tipica di entrata dei giovani nel mercato del lavoro, e si fissa dunque il termine del 30 settembre 2013 entro il quale la conferenza Stato-Regioni deve adottare le linee guida con cui disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante e uniformarlo sull’intero territorio nazionale.
A proposito di tirocini formativi, invece, allo scopo di facilitare l’alternanza tra studio e lavoro, sono stati stanziati circa 10,5 milioni per l’anno accademico 2013-2014; con questi fondi le università potranno distribuire fino a 200 euro mensili per sostenere gli studenti che effettuano attività di tirocinio curriculare, individuando i soggetti beneficiari secondo criteri di premialità che riguardano la regolarità del percorso di studi, il voto medio agli esami e le condizioni economiche dello studente in base all’ISEE.
É inoltre dato mandato al Ministero dell’Istruzione di fissare criteri e modalità con cui realizzare tirocini formativi presso le imprese per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, con priorità per istituti tecnici e istituti professionali.
 
Si è proceduto inoltre a una modifica della riforma Fornero, riguardante il rinnovo dei contratti a termine. É stato infatti ridotto l’intervallo temporale che il datore di lavoro deve osservare prima di poter prorogare il contratto, passando dai 60/90 giorni ai 10/20 giorni (rispettivamente per contratti di durata inferiore ai 6 mesi e superiore ai 6 mesi); da questa misura sono esclusi i contratti per attività stagionali.
A essere modificato è anche il regime per il contratto cosiddetto “a chiamata”: introdotto un limite di 400 giornate di lavoro effettivo nell’arco di 3 anni con il medesimo datore di lavoro. Anche in questo caso sono stati esclusi alcuni settori (turismo, pubblici esercizi e spettacolo).

Per approfondire, qui puoi leggere il testo completo del decreto.

 

Liliana Ventricelli