Archivio mensile:ottobre 2013

Determinazione Dirigente Regionale Servizio Scuola, n. 71 del 14 ottobre ‘13

Modugno, 26.10.’13

                                              

 Al        Sindaco

 Alla     Giunta

 Ai        Consiglieri Comunali

Città di Modugno

Oggetto: Determinazione Dirigente Regionale Servizio Scuola, n. 71 del 14 ottobre ‘13

 In riferimento alla DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SERVIZIO SCUOLA UNIVERSITA’ E RICERCA 14 ottobre 2013, n. 71, a sua volta riferita alla Legge 9 agosto 2013, n. 98 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, D.G.R. n. 1607 del 03/09/2013 – Approvazione della graduatoria unica degli interventi presentati dagli enti locali, si chiede cortesemente quanto segue.

 La predetta legge, per l’anno 2014, autorizza la spesa complessiva di 150 milioni di euro, ripartita a livello regionale, assegnando, in particolare, alla Regione Puglia la somma di 12 milioni di euro. Il comma 8-quater, del citato articolo 18, stabilisce che “L’assegnazione delle risorse agli enti locali è effettuata con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca entro il 30 ottobre 2013 sulla base delle graduatorie presentate dalle regioni entro il 15 ottobre 2013. A tale fine, gli enti locali presentano alle regioni entro il 15 settembre 2013 progetti esecutivi immediatamente cantierabili di messa in sicurezza, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli edifici scolastici”.

Il Comune di Modugno non risulta compreso nella graduatoria pubblicata, pertanto si chiede cortesemente di conoscerne le ragioni, ovvero se l’Assessorato e l’Ufficio competente non hanno ravvisato esigenze dell’edilizia scolastica cittadina tali da inoltrare richiesta di accesso ai fondi, oppure se vi sono altre ragioni che hanno impedito oppure ritardato l’invio dell’istanza relativa.

 In attesa di un gradito riscontro, porgo cordiali saluti.

 Dr. Fabrizio Cramarossa

Consigliere Comunale  Circolo di Modugno Gruppo PD

Congresso Cittadino e Provinciale

CONGRESSO CITTADINO PD

All’iscritto

 La S.V. è convocata il giorno 03/11/2013 dalle ore 15e30 alle ore 22e30,  presso la sede de “L’Altro Spazio” via A.De Gasperi – ex Cantinone – per il Congresso cittadino e Provinciale che eleggerà il nuovo Coordinatore del circolo di Modugno, ed eleggerà il nuovo Segretario Provinciale.

Il Congresso è un momento alto di democrazia e partecipazione, l’occasione per delineare, tutti insieme, il volto del Partito Democratico locale e provinciale dei prossimi anni.

Le operazioni congressuali si svolgeranno così come segue:

ore 15e30 – apertura lavori congressuali

ore 16,00 – relazione segretario uscente

ore 17,00 – presentazioni mozioni candidati segretari provinciali

ore 18,00 – presentazioni mozioni candidati segretario di circolo

ore 19,00 – apertura dibattito

ore 20,00 – votazioni ordini del giorno e chiusura dibattito

ore 20e30 – inizio operazioni di voto

ore 22e30 -  chiusura operazioni di voto

Si precisa che le mozioni, possono essere depositate lo stesso giorno della data del Congresso.

Modugno     li, 28/10/2013                                

La coordinatrice

G. Di Lella della Malva                                                                                        

 

Pubblicato sul numero 155 – Ottobre 2013 di Nuovi Orientamenti

IL DESIDERIO DI POLITICA. Il 25 luglio e il 1° agosto si sono tenuti i primi due consigli comunali di questa nuova legislatura, appena avviata. Dedicati agli adempimenti formali il primo e alle dichiarazioni programmatiche del Sindaco il secondo. Il 7 settembre è stato celebrato il terzo, dedicato alla questione spinosa della Tares, richiesto dalle minoranze con un documento protocollato il 21 agosto. La mia personale sensazione in questa nuova esperienza consiliare, dopo la precedente durata soltanto un anno e mezzo, è di disincanto. Disincanto per il ruolo di fatto svuotato della politica: dal Parlamento, in cui conta solo una manciata di persone, fino all’ultimo dei Consigli Comunali. Vedo ormai i sindaci nei panni scomodi di curatori fallimentari, o qualcosa che gli somiglia da vicino. Perché a una gestione di fatto pressoché fallimentare sono costrette dal governo centrale le amministrazioni locali dopo decenni di passi più lunghi della gamba. Passi più lunghi compiuti a tutti i livelli: si pensi alla radicale riforma delle pensioni, che ha consentito sì di riprendere a far quadrare i conti, ma a danno di intere future generazioni, che dimenticheranno in fretta i vantaggi di cui hanno goduto i loro genitori a causa di un sistema diventato ormai insostenibile. Il governo ha accorciato questi passi tagliando progressivamente il trasferimento dei fondi verso Regioni e Comuni e rimodulando l’imposizione fiscale. La Tares è un esempio lampante, insieme al modo in cui è stato strumentalizzato politicamente il tema dell’abolizione dell’Imu. Il federalismo fiscale significa praticamente che i Comuni erogheranno sempre di più solo i servizi che sono in grado di autofinanziarsi con le tasse dei propri cittadini. E’ tuttavia un’evidenza che le tasse che versiamo non restano per intero sui territori in cui vengono raccolte, come vorremmo tutti e non solo come recitano i leghisti, perché esse servono di fatto a sanare il debito pubblico nazionale. Questo è il paradosso contenuto nel patto di stabilità e a questo serve il nostro avanzo di amministrazione di quasi 9 milioni di euro, di cui quasi la metà giace accantonato, cash, presso la Tesoreria: devi spendere ogni anno un euro in meno rispetto all’anno precedente, e con i mille vincoli imposti alla spesa, specie in materia di assunzione del personale, non riesci a spendere tutto. Quello che “avanza”, infine, non puoi toccarlo neppure per investimenti strutturali. In sintesi, è questo il giogo con cui si controlla, cioè si strozza, la spesa pubblica, quindi il welfare e i servizi al cittadino. Per questo scrivo che un sindaco è poco più che un curatore fallimentare. Tuttavia, chi si candida a governare dovrebbe sapere bene in quale realtà si muove. Nonostante siano evidenti decenni di incapacità a compiere scelte conformi ai bisogni dei cittadini che si governavano, questo non basta a lasciare che la politica si riduca a dire: “ho le mani legate per il patto di stabilità”. Non basta neppure, però, a liquidare tutto e tutti sotto il titolo della corruzione e del malaffare, come se quella incapacità politica avesse avuto un’unica ed esclusiva matrice. La giustizia e il processo sulle note vicende che hanno interessato Modugno di recente diranno, speriamo a breve, quale fardello siano stati per l’intera comunità i comportamenti imbarazzanti o francamente delinquenziali di alcuni, ma la differenza tra le responsabilità penali e quelle politiche rischia di restare un sofisma sottile, utile solo ad annullare di fatto quella differenza e a gridare al “sono tutti uguali!”. Serve a farci le campagne elettorali, serve pure a vincerle, ma, alla prova dei fatti, governare è difficile e complicato per tutti, anche per chi impugna i principi della legalità. E’ triste poi la sorte di chi si vede catapultato e accomunato, suo malgrado e nonostante le migliori intenzioni, nello stesso calderone del “sono tutti uguali!”. Non c’è alcun dubbio che il rispetto delle regole, da quelle più banali a quelle più complesse, specie in una stagione politica così complicata per la nostra città come quella che stiamo vivendo, diventa insieme strumento e obiettivo di cambiamento. Non c’è dubbio che il richiamo alle regole fondamentali di convivenza civile, come quelle dettate dalla Costituzione, sia un’occasione di cambiamento epocale. Tuttavia, se a questi ingredienti fondamentali della legalità e della trasparenza non si somma la capacità di entrare rapidamente ed efficacemente nelle dinamiche amministrative e non si unisce la disponibilità a gestire in modo efficace le relazioni, l’impresa è ardua. E le relazioni a cui penso non sono solo quelle tra le parti politiche, le cui voci spesso si accavallano inutilmente, ma sono soprattutto quelle tra chi ha il compito di dare indirizzi di governo, politici appunto, e chi ha il compito di gestire la macchina amministrativa. Se queste relazioni sono improntate a diffidenza reciproca, il volano si blocca. Questi rischi io vedo in questa compagine amministrativa dai primi segnali che riesco a cogliere: la legalità e la trasparenza brandite come patrimonio di pertinenza esclusiva e non abbinate ad una reale capacità amministrativa e relazionale. Ne sono esempio, a mio avviso, l’ordinanza sindacale di chiusura del luogo privato noto come canile abusivo e la delibera di giunta che revocava lo spostamento degli uffici comunali presso il plesso della scuola media Francesco d’Assisi e lo indirizzava presso una sezione dell’attuale Tribunale di viale della Repubblica. L’ordinanza di chiusura del canile privato sito in contrada Chiricona, non è stata la prima nel suo genere, ma segue un’altra identica già emessa dal sindaco Rana, che non fu poi eseguita. Già su questo sarebbe stata opportuna una valutazione delle ragioni per cui una medesima ordinanza non ha trovato una coerente applicazione. Non entro nelle ragioni tecnico-sanitarie che la giustificano e che non si possono non condividere. Quell’ordinanza, tuttavia, obbliga l’associazione privata che gestisce il canile a sostenere le spese del trasloco prima e del sostentamento poi dei 130 cani che vi sono attualmente ospitati: una spesa non inferiore a centomila euro annui. Il Comune,allora, pur agendo in danno dei privati, ha messo nel conto che quella spesa sarebbe destinata a diventare di fatto a non essere più incassata? Sono stati trovati i soldi in bilancio prima di emettere l’ordinanza? Ci si è posti il dubbio se non esistessero soluzioni alternative del tipo di quelle adottate a Bari con associazioni animaliste simili a quella in oggetto? Dubbi che avrebbero suggerito una condotta più prudente e più razionale nella gestione del caso e meno ansiosa di dimostrare un’operatività che alla prova dei fatti non c’è stata. Questione Tribunale. E’ stato da noi sollevato dal primo istante il dubbio che non fosse quella la soluzione più efficace per l’allocazione degli uffici, poiché l’ipotesi della scelta del Tribunale era stata già praticata dall’amministrazione Gatti e si fermò per l’avvio di una concertazione con l’associazione degli avvocati di Modugno (che invece in questa fase non è stata tenuta in minima considerazione). In data 8 agosto inoltre, per decreto ministeriale, la sezione distaccata del Tribunale di Modugno risulta tra quelle “salvate” dai tagli e destinata ad ospitare anche le sezioni di Acquaviva e Bitonto. Già nel primo Consiglio Comunale noi stessi preannunciammo la possibilità che la sezione di Acquaviva fosse accorpata a Modugno. Dopo gli sberleffi subiti da chi nei CC del 25 luglio e 1 agosto aveva sollevato queste questioni, osserviamo ora che entrambe le partite, del canile e del Tribunale, sembrano essersi chiuse in maniera diversa da come si era frettolosamente prospettato da parte dall’attuale Amministrazione. Non entro qui nel merito tecnico della questione Tares, di cui la città si è ritrovata rapidamente dotata per la ragioneristica efficienza del Commissario prefettizio. Egli ha approvato in poco tempo tutto quello che c’era da approvare (regolamento e tariffe), nonostante fosse stato appena eletto il nuovo Consiglio Comunale. Tuttavia, è stata necessaria una formale richiesta avanzata il 21 agosto dalle minoranze perché ne potesse discutere il Consiglio Comunale, che è l’unico organismo politico abilitato a prendere decisioni su materie tributarie come la Tares. Tra l’altro, le cartelle esattoriali pervenute alle famiglie in agosto riportano che la giunta ha deciso in data 25 luglio “di sottoporre al Consiglio Comunale un emendamento al regolamento Tares” per rendere possibile il rinvio della prima data di versamento della nuova tassa al 30 settembre. E tuttavia, dopo ben due sedute di CC effettuate dopo quella decisione adottata dalla giunta, nessuno di noi, come nessuno in città, è stato informato che era necessario votare in CC quell’emendamento. I consiglieri comunali lo hanno letto essi stessi sulle proprie cartelle. Perché non è stata considerata la possibilità di revocare tutte le decisioni prese dal Commissario considerando che si apriva la possibilità di legiferare in merito entro il 30 settembre, rimettendo subito tutta la questione al nuovo Consiglio Comunale? La minoranza ha dimostrato nel corso del Consiglio Comunale del 7 settembre di poter dare alla questione Tares un contributo ragionevole, per nulla polemico, e che l’amministrazione ha accolto in pieno. I margini per praticare variazioni erano sottilissimi, ma sono stati praticati. Con un atto di indirizzo, il Cc ha accolto all’unanimità tutte le proposte avanzate dalle minoranze: prevedere agevolazioni in favore dei nuclei famigliari titolari di un reddito imponibile Irpef da € 8.001,00 a € 15.000,00; che tutte le agevolazioni siano fruibili sin dal corrente anno dai cittadini che produrranno istanza entro il 30 novembre 2013; che si considerino regolarmente eseguiti i versamenti relativi alle scadenze del 31 luglio e del 30 settembre, purché effettuati entro il termine del pagamento della terza rata del tributo, ovvero entro il 30 novembre 2013; che si rivisiti al ribasso l’agevolazione che consentiva una eccessiva riduzione della tassa per parcheggi coperti di pertinenza di attività economiche di superficie superiore a mq. 5000 ( ipermercati); che sia previsto un aumento della percentuale di sconto offerta come incentivo all’uso del compostaggio domestico; che sia allargata la fascia oraria di apertura al pubblico dell’Ufficio Tributi, compatibilmente con le disponibilità del Comune. Diamo atto all’Amministrazione Comunale e alla maggioranza che la sostiene di aver valorizzato il contributo della minoranza su questo delicato provvedimento. Ma nello stesso tempo ci chiediamo: bisognava attendere che una seduta del Consiglio su un problema così importante fosse formalmente richiesto dalla minoranza? e bisognava attendere le proposte della minoranza per introdurre nell’applicazione della Tares correttivi così elementari? ma questa Amministrazione così nuova nella sua configurazione politica e personale è in grado di produrre idee e proposte autonome e originali per il governo della Città? Intanto Il 18 settembre la minoranza ha protocollato una ulteriore richiesta di convocazione di Consiglio Comunale sul tema della Tares, al fine di recepire la risoluzione n. 9 del Dipartimento delle Finanze emanata il 9 settembre 2013, che consente il rinvio di alcune rate al 2014. La città ha assolutamente bisogno di una stagione di decantazione dai veleni che ha conosciuto nel passato recente, ha bisogno di un’amministrazione che duri cinque anni e che sia capace di rispondere ai suoi bisogni concreti; ha bisogno di conoscere la verità, ha bisogno di conoscere chi è penalmente responsabile, ha bisogno di ragionare sulle responsabilità politiche, ha bisogno di conoscere le difficoltà oggettive del governare, ha bisogno di riconoscere chi si è cimentato in politica in maniera disinteressata riportando anche qualche risultato, ha bisogno di distinguere con onestà chi è stato trascinato nel fango ingiustamente. Ha bisogno di serenità e non ha bisogno di finti padri della patria. Ha bisogno di una classe dirigente sana e magari anche giovane. Non ha bisogno di vassalli che, pur di compiacere il capo, sono disposti a recitare a memoria un articolo della Costituzione. Ha bisogno di coscienze critiche e non di inchini compiacenti o perfino impauriti. Faccio parte di una generazione che ha avuto giusto il tempo di vedere cadere il muro di Berlino, per ritrovarsi sgomenta davanti ai massacri di Sarajevo e Srebrenica, ha creduto nell’illusione pangenetica di Tangentopoli per poi scoprire vent’anni dopo che quello era oro rispetto a ciò che ne è seguito, che non capiva come potesse restare ancora giovane dopo Capaci e via D’Amelio. Una generazione che ha immaginato, dopo lo sfaldamento della cosiddetta Prima Repubblica, che fosse prossimo un rinnovamento delle classi dirigenti e ha invece conosciuto subito come risposta le camicie verdi che inneggiavano al dio Po. E ha anche conosciuto un miliardario che prometteva una “rivoluzione liberale” capace di creare un milione di posti di lavoro e ha finito per capitolare come un evasore qualunque. Una generazione che ha accettato, o si è rassegnata senza sforzi, a vivere in un’epoca post-ideologica, senza interrogarsi su cosa fosse rimasto ancora utile degli ideali dei fratelli maggiori. Una generazione disillusa, priva di qualunque incanto per la politica. Questa generazione, insieme alla successiva, siede oggi in Consiglio Comunale, scettica sia rispetto a quelli che pensavano di poter cambiare il mondo coniugando azione e immaginazione, sia rispetto ai padri che avevano inventato la categoria stessa della “contestazione”, ma oggi anche impotente, emotivamente immobile di fronte alla passione politica e per nulla curiosa. Una generazione che non è né Edipo, né Telemaco: incapace di odiare i padri a tal punto da saperli uccidere metaforicamente e sostituirli con un ordine nuovo, ma anche senza la voglia di andare alla ricerca di un padre capace di tornare e reinterpretare un ruolo diverso. E’ come se anche le passioni fossero diventate precarie come il lavoro, è come se il desiderio fosse morto: dal ’68 al ’77 l’immaginazione, il desiderio erano un’alternativa all’oppressione della realtà e del lavoro. Oggi il desiderio riguarda il lavoro, un reddito minimo e stabile, ed è diventato, come il reddito e il lavoro, precario esso stesso. Il disagio di questa società contemporanea abita anche la nostra politica. Non c’è nessuna speranza? Penso invece che una buona politica, condivisa, che proceda a piccoli passi, ma capace di desiderare, ci consentirà di trovare la strada.

F.to Fabrizio Cramarossa – Consigliere PD Modugno

NOTTE IN ROSA

Workshop

NOTTE IN ROSA_La regione Puglia verso l’anno europeo del pinguino. 1^ sessione: Una fotografia al femminile. L’orizzonte europeo nel quadro degli interventi per la conciliazione vita-lavoro

Data 17/09/2013

Promotori :  Regione Puglia_Assessorato al Welfare  Politiche per la Salute e di Benessere e Pari Opportunità; Comune di Bari_Assessorato al Welfare e Politiche Attive del Lavoro

SINTESI

La prima sezione del workshop, dedicato agli interventi sulla conciliazione vita-lavoro, tratta la questione politica europea chiave del 2014, anno della conciliazione, anche definito anno del pinguino, poiché si ispira alla capacità innata dell’animale dello scambio dei ruoli tra i genitori.

La possibilità di stabilire un equilibrio tra la vita lavorativa e la vita privata non è solo una questione di pari opportunità ma potrebbe costituire la soluzione per ridurre il rischio di povertà della società.

In un momento di grande crisi sociale ed economica come quello in corso, le donne si trovano a gestire il peso  maggiore e a tentare di conciliare il ruolo lavorativo con quello affettivo-familiare. Da tale osservazione, nasce l’impegno da parte dell’Assessorato al Welfare del Comune di Bari di sostenere le norme e i principi contenuti nella Legge Regionale n. 7/2007 “Norme per le Politiche di genere e i servizi di conciliazione vita-lavoro in Puglia”.

Dallo studio di fattibilità del Piano territoriale dei Tempi e degli Spazi della Città di Bari emerge una pubblicazione di 178 pagine, intitolata “Conciliazione tempi vita-lavoro delle donne e delle famiglie”, da cui si evincono le varie azioni indicate per attuare la sostenibilità della vita urbana.

Questa iniziativa tuttavia non è la sola portata avanti nel Comune di Bari, dato che è stato approvato l’avvio della Consulta Cittadina delle Donne per il Ben-Essere e la Salute che entrerà nello Statuto del Consiglio Comunale e che sarà utilizzato quale organo partecipativo, consultivo, informativo e propositivo per tutto ciò che attiene al benessere e alla salute delle donne.

Secondo i dati emersi da una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Bari all’interno del progetto “Patti Sociali di Genere” sulla conciliazione tra famiglia e lavoro, risulta che le donne svolgono un ruolo di cuscinetto, di ammortizzatore sociale ed educativo, occupandosi di parenti anziani e/o malati e della cura e dell’educazione dei propri figli, rinunciando o mettendo momentaneamente da parte la possibilità di lavorare e di far carriera.

Dal monitoraggio di tale situazione, il Comune si è mobilitato nel garantire e aumentare quantitativamente l’assistenza domiciliare gratuita ad anziani e, nel provvedere ad inserimenti in Case di riposo, Strutture residenziali di tipo Assistenziale e Socio-Sanitarie con carico totale o parziale del Comune per gli anziani non più autosufficienti.

Il Comune ha inoltre provveduto a politiche per il sostegno della famiglia con l’erogazione di assegni, denominati “Prima dote”, assegnati a famiglie con figli minori fino a 3 anni il cui ISEE complessivo familiare era inferiore a 5.000 euro. Tale iniziativa mira a finanziare l’acquisto di beni di servizio per la cura dei figli.

Sono stati pianificati inoltre anche interventi educativi sempre a sostegno della famiglia, tra cui le attività ludico-educative nei Centri aperti Polivalenti per minori e i Centri di ascolto per la Famiglia, strumento utile quest’ultimo per il contrasto alla violenza soprattutto su donne e minori e in particolare per contrastare il fenomeno del femminicidio. A tal proposito è stato avviato a Bari il Centro Antiviolenza “La Luna nel pozzo” che monitora il fenomeno della violenza sulle donne raccogliendo e sistematizzando i dati in una banca dati.

In particolare nel 2012 sono state registrate 138 richieste.

Dai dati raccolti risulta che il  95% delle vittime sono donne e il 5% delle vittime di violenza sono minori. In definitiva nel 2012 l’86% delle donne rivolte al centro hanno subito situazioni di violenza fisica e/o psicologica da persone “vicine” e più precisamente:

-dal marito (44% dei casi);

-dal convivente (22%);

-da altro familiare (15%);

-dal fidanzato (5%);

-da sconosciuti (13%);

-da colleghi di lavoro (1%).

Appare evidente agire per contrastare il dilagare di tali episodi.  Sulla rilevazione di tali dati, Bari risulta l’unico comune capoluogo che ha avviato progetto Binario Rosa, un protocollo di intesa tra la magistratura, forze dell’ordine, azienda ospedaliera Policlinico e il Comune di Bari che consiste in un intervento integrato che parte già dal Pronto Soccorso a tutela di chiunque vi si rivolga in stato di evidente post-trauma per situazioni di violenza e/o stalking.

Indubbiamente monitorare la condizione femminile non solo nella vita privata ma anche in ambito lavorativo può consentire ai policy makers di agire sulla base di una fotografia completa della situazione.

Nel lavoro condotto dall’ISFOL, “La condizione femminile in Puglia: presentazione del terzo rapporto”, alla luce dell’analisi di alcuni dati, si è osservato che le donne necessitano di più attenzioni da parte delle politiche di welfare poiché rispetto agli uomini vivono più a lungo e, essendo più fragili, vanno incontro a problematiche socio-assistenziali che meritano le giuste attenzioni politiche. La condizione femminile però va affrontata anche alla luce di politiche occupazionali poiché le donne costituiscono una grande potenzialità di forza lavoro spesso inutilizzata o mortificata che invece potrebbe risollevare la situazione economica del Paese. Infatti secondo l’ultimo Rapporto ISFOL, se lavorasse il 60% delle donne, il PIL italiano aumenterebbe del 7%.

La situazione attuale invece non favorisce il lavoro delle donne e in particolare si è rilevato come le donne laureate abbiano più difficoltà, rispetto alle altre, ad inserirsi nel mercato del lavoro. L’eccessiva specializzazione rende problematico un adeguato inquadramento all’interno di società pugliesi che non sono al passo coi tempi e, da una parte non necessitano di figure professionali eccessivamente specializzate ma, d’altra parte altre, indugiano sicuramente nell’ammettere di dover intraprendere un percorso di innovazione e, nell’ottica del risparmio di risorse economiche, preferiscono non investire sul capitale umano.

Inoltre dallo studio emerge come le donne preferiscano lavori saltuari e senza contratti formali poiché, in assenza di politiche che tutelino la carriera lavorativa e la possibilità di vivere senza emarginazioni la maternità, trovano una soluzione accomodante in contratti che consentano una minima indipendenza economica ma che purtroppo non valorizzano le reali potenzialità delle donne.

Una strategia politica che miri all’incrocio di politiche occupazionali con politiche di welfare consentirebbe di raggiungere una condizione ottimale di benessere sociale. E’ inevitabile prendere consapevolezza, in seguito alle considerazioni fatte fin’ora, che politiche di welfare che incentivino lavori di cura inneschino sviluppo nel territorio e consentano politiche di incentivo al lavoro femminile.

Occorre apportare modifiche nella condizione occupazionale femminile pugliese. La maggioranza delle donne lavoratrici non ricopre ruoli apicali nelle società, lavora per lo più come impiegata o come operaia e accede con difficoltà nella Pubblica Amministrazione con contratti temporanei per mancato turn over.

La soluzione applicata fin’ora per garantire lavoro alle donne si limita nell’erogazione di lavori a tempo determinato e di part time. In Puglia le donne con contratto a tempo determinato costituiscono il 23,5% rispetto al 19,1% delle donne nel Mezzogiorno e rispetto alla media nazionale (9%).

Un’ulteriore strumento per monitorare la condizione femminile è l’obbligo da parte delle aziende fino a 100 dipendenti, pena una sanzione, di informare la Consigliera per le Pari Opportunità sulle condizioni contrattuali e di formazione che riguardano le dipendenti attraverso la compilazione di un questionario.

Nel lavoro curato dall’IPRES e sostenuto dalla Consigliera Regionale di Parità “Rapporto sul personale femminile e maschile delle aziende con oltre 100 dipendenti e l’indagine sulle Imprese con 50-99 dipendenti”, le società hanno risposto al questionario loro fornito, a cui è stata aggiunta la tabella n.9 che apporta un ammodernamento al precedente questionario formulato nel lontano 1996 per cui si chiedeva con un decreto di rispondere al questionario. La novità apportata si concentra sulla possibilità di indagare anche sulle unità produttive con sedi fuori Puglia (es. ENI, TELECOM) e per questo sono stati considerati dati nazionali e regionali.

La tabella n.9 tratta la questione degli aspetti incentivanti alla carriera per le donne.

La strada rispetto all’incentivazione alla carriera delle donne è piuttosto difficoltosa in Puglia in quanto non vi sono in regione società quotate in borsa per cui non è possibile ricorrere alla L.215/12 che obbliga le società quotate in borsa di avere almeno il 30% delle donne a livello dirigenziale.

Attraverso il questionario si sono individuate le uniche soluzioni adottate fin’ora in Puglia per agevolare il lavoro delle donne e purtroppo si è ricorso solo al part time e alla banca delle ore. Non sono invece utilizzati strumenti conciliativi come asili nido nelle aziende e strutture per anziani. Non è per nulla utilizzato il telelavoro.

Le misure adoperate per incentivare la carriera del lavoro femminile in regione sono:

-il passaggio dal part time al full time;

-rivestire mansioni superiori al livello di inquadramento aziendale.

E’ estremamente utile conoscere la normativa attinente a livello regionale (L.7/2007) che possiede strumenti collaterali che prevedono finanziamenti e, a livello nazionale (L.53/2000) che prevede finanziamenti in base a quanto stabilito dal’art.9 e, in particolare, prevede misure di conciliazione distinte in favore dei lavoratori dipendenti (art.9, comma 1) e dei soggetti autonomi (art.9, comma 3).

Attualmente è in corso un progetto innovativo per la Puglia, il Bilancio di Genere, applicato sin dal 2010/11 in altre regioni e in altri comuni grazie al PON FSE Governance e Azioni di Sistema 2007-2013, Obiettivo Convergenza – Asse D Pari Opportunità e Non Discriminazione. L’utilità di tale strumento risiede nel mainstreaming, cioè nel considerare il principio delle pari opportunità tra donne e uomini trasversalmente a tutte le politiche.

In Puglia verrà applicato all’AREA 2, ossia all’area delle Politiche di Sviluppo e Innovazione e all’Area 5, ossia all’area delle Politiche per il Lavoro e il Benessere.

Il Bilancio di Genere non è un algoritmo ma, un processo che dovrebbe entrare a far parte di una regolare programmazione economico-finanziaria. Per cui, considerati criticità e andamenti, si decide cosa si può fare.

Tra i dati di interesse per il Bilancio di Genere si può considerare:

 -un invecchiamento della popolazione sopra i 75%, di cui il 22% è di donne sole, per lo più vedove;

-un aumento della popolazione straniera, per la maggior parte donne;

-le giovani pugliesi sono sempre più istruite in aree segreganti;

-bassi tassi di natalità che si associano a tassi di inattività;

-bassa percentuale di bisognosi di cura.

 Al fine di promuovere una maggiore diffusione del Bilancio di Genere, sul sito dell’ISFOL è possibile reperire non solo il Rapporto sulla condizione femminile ma anche Linee Guida su come attuare in altri luoghi pubblici (ASL, Province, etc.) il Bilancio di Genere.

F.to

Mariangela Ranieri,

esponente gruppo donne PD Modugno (BA)

 

Giunta 1 ottobre 2013: i principali provvedimenti

Presa d’atto del documento “ Identificazione e Caratterizzazione dei corpi idrici sotterranei della Puglia”. L’esecutivo nel ha disposto la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale e sul sito web della Regione.

Approvato dalla Giunta regionale il documento “ Designazione delle Zone vulnerabili dai Nitrati”, nel quale vengono individuate le ZVN per una superficie complessiva di 85.844ha. La nuova perimetrazione e designazione delle ZVN entrerà in vigore a decorrere dal 30esimo giorno della pubblicazione della delibera sul Burp. La Giunta regionale ha quindi adottato il Programma d’Azione Nitrati

Accolta la richiesta dello Iacp di Lecce, per il finanziamento di interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente e Lecce e provincia, per una somma complessiva di € 236.400,00 rinveniente da leggi statali.

Approvata  la proposta di variazione della localizzazione del programma di investimenti presentata da COS.ECO, Costruzioni Ecologiche srl di Grumo Appula. Da C.da Mellito ad Altamura.

Approvato il complessivo Programma per la realizzazione di strutture sanitarie extraospedaliere per il superamento degli O.P.G. (Ospedale Psichiatrico Giudiziario)

Approvato il bilancio consuntivo 2012 dell’Arti, l’Agenzia regionale per la Ricerca, la Tecnologia e l’Innovazione.

Rilasciata Attestazione di compatibilità Paesaggistica, con prescrizioni, per il completamento dei lavori di realizzazione di un parcheggio adiacente la villa comunale del Comune di Cisternino.

Rilasciato Parere Paesaggistico e Attestazione di compatibilità, con effetto di Autorizzazione paesaggistica, con prescrizioni, per il progetto “SS 16 Adriatica-Tronco Barletta-Bari- Lavori di collegamento delle aste di collegamento tra la SS 16 Adriatica e la litoranea a nord ed a Sud di Molfetta ed a sud di Giovinazzo lungo la tratta tra il Km 774+200 ed il Km 785+600”.

Rilasciato al Comune di Supersano Parere Paesaggistico con prescrizioni per il Progetto definitivo di messa in sicurezza di un tratto del canale Lo Muto, realizzazione di una stradina di servizio e di una rotatoria sulla SP 362 ( Supersano-Cutrofiano dal Km 34+800 al Km 36+100)

Rilasciato al Comune di Cisternino Parere paesaggistico e Attestazione di compatibilità Paesaggistica, con prescrizioni, per i “Lavori di realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta Rifiuti Urbani ed assimilati nel Comune di Cisternino”.

Assegnate, all’ADISU-Puglia l’ente strumentale della Regione in materia di diritto allo studio universitario, le risorse finanziarie necessarie al proprio funzionamento per l’anno scolastico 2013. L’importo è pari a € 9.115.000,00

Approvato lo schema di disciplinare relativo allo svolgimento di attività di indagine di micro zonazione sismica, regolante i rapporti tra la Regione Puglia e l’Autorità di Bacino della Puglia.

Presa d’atto degli esiti della sperimentazione Emrsanmare biennale curata dal Servizio di Protezione Civile. L’Esecutivo ha quindi approvato lo schema di convenzione di comodato d’uso gratuito dei mezzi e delle attrezzature Emersanmare tra lo stesso Servizio di P.C. e le Aziende Sanitarie di Foggia;Barletta-Andria-Trani, Lecce e Taranto, finalizzato a favorire la migliore utilizzazione degli stessi a supporto delle attività di emergenza e soccorso sanitario lungo le aree costiere degli stessi territori.

Approvato il Programma Operativo 2013 “ Promozione dello Sport e delle Attività Motorio-sportive.

 

Puoi scaricare gli altri provvedimenti del resoconto allegato, dal seguente link:  http://www.regione.puglia.it/index.php?page=delibere

 

Segreteria particolare

Capogruppo PD Pino Romano