Archivio della categoria: Elezioni Amministrative 2013

COMUNICATO STAMPA 01 giugno 2013

 Dal congresso cittadino di marzo ’13 e con l’ultima campagna elettorale per le elezioni amministrative, il PD di Modugno ha voltato pagina. Riparte da zero conservando la memoria delle buone iniziative di governo portate avanti negli ultimi due anni e delle quali abbiamo dato conto in campagna elettorale.

Ci siamo assunti la parte di responsabilità politica che ci spettava, a differenza di quanto hanno fatto molti altri protagonisti di stagioni politiche passate, che stanno ancora lì.

Da questo punto ripartiamo.

Ripartiamo da un’idea di Città di cui non abbiamo visto traccia in campagna elettorale,  in nessuno degli schieramenti che si sono contrapposti al nostro. Non la riconosciamo certo nella proposta politica di Saverio Fragassi. Non possiamo non sottolineare che la sua proposta politica replica il vizio già visto e già vissuto nel recente passato, di assemblare soggetti politici talmente distanti e diversi tra loro, da non riuscire a mascherare la realtà. Quella di una banale e insieme imbarazzante operazione elettorale, priva di personalità e di progetto politico, tenuta in piedi solo dalla voglia di tornare alla plancia di comando. Il PD e il centrosinistra a Modugno sono alternativi a tutto questo. Lo sono in modo inequivocabile. Saremo opposizione ferma a tutto questo, anche se non faremo  mai mancare a nessuno il nostro contributo costruttivo.

Non ci appartiene d’altronde, il giustizialismo del tutti colpevoli comunque e senza distinzioni di Nicola Magrone, la demagogia, la pratica del facile e cattivo discredito dell’avversario politico, così come non ci appartiene la politica priva di idee fattibili e concrete ma animate tuttavia da una chiara tensione ideale ed etica. La tensione che ha incoraggiato giovani donne e uomini a mettere la faccia in questa competizione elettorale così difficile per noi. L’abbiamo persa, ma a testa alta.

Ci richiamiamo e richiamiamo i nostri sostenitori ai principi di legalità, trasparenza, tutela dell’ambiente e della salute,  tutela dell’interesse pubblico, rispetto delle regole, partecipazione democratica.

Il cittadino elettore ha la sua intelligenza e libertà. Noi le rispettiamo. Saprà scegliere con coscienza qual è il profilo del candidato sindaco più adeguato a governare Modugno in questo difficile passaggio della sua storia democratica. Saprà scegliere chi si richiama ai nostri stessi principi e chi è animato dalla stessa tensione ideale ed etica.

Partito Democratico circolo di Modugno

 

Recupero Crediti

Nei giorni scorsi il Commissario prefettizio ha firmato l’accordo con Auchan per il “recupero credito” di oltre 1 milione di euro. In sospeso da una decina d’anni, ovvero dal momento dell’insediamento dell’ipermercato e destinato a finanziare un’opera pubblica (prima centro anziani, poi palazzetto dello sport, alla fine deciderà chi governerà a breve). L’accordo con Auchan per quel recupero è stato parte di un accordo di recupero più largo che includeva i debiti pregressi sul pagamento tarsu degli anni scorsi. Allego un altro provvedimento “datato”, sulla decisione di utilizzare una parte di avanzo di amministrazione per l’unica azione consentita dal patto di stabilità (a parte quella di non poterlo toccare!): estinguere mutui locali e contribuire così all’abbattimento del debito pubblico nazionale. Mutui accesi per finanziare opere pubbliche difficili da realizzare ancora, ma dei quali continuiamo a pagare interessi. Quello allegato è uno dei due. Oltre un milione per il credito storico, più un altro milione circa per la tarsu. Entrambi da Auchan ed entrambi utili a far quadrare i conti dei bilanci ’12 e ’13. Circa duecentomila euro cash, risparmio di fatto ricavato dall’estinzione dei due mutui. Cash.

Provvedimenti pensati, contrattati e ri-contrattati con le parti Auchan e Monte dei Paschi di Siena. Braccio di ferro col primo, tappeto rosso dal secondo (che è alla canna del gas e si venderebbe pure la mamma per recuperare liquidità). Il Commissario bene ha fatto a dare seguito. Tuttavia, risorge spontanea una domanda al Dr. Magnatta, Commissario: se ha trovato conti in ordine come da lei dichiarato e ascoltato dai miei vivi padiglioni auricolari, se lei ha trovato provvedimenti avviati e positivi come quelli qui riassunti, se una nuova amministrazione legittimata dal voto è lì, a portata di mano, dopo soli sei mesi sei di commissariamento, PERCHE’ HA FIRMATO IERI SERA IL PROVVEDIMENTO DI RIORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE, CHE SARA’ NOTIFICATO MARTEDI’? E se martedì stesso ci fosse già un un sindaco eletto, non sarà questo un pregiudizio che costringerà l’amministrazione a seguire uno schema già preconfezionato? Si accorgerà presto il prossimo sindaco quanto strategico sia quel provvedimento. Poichè quella bozza, come ampiamente qui documentato, era stata essa anch’essa pensata e voluta dalla politica, non mi sconvolge la forma organizzativa data. Affatto, nonostante restino i dubbi che in questo gruppo abbiamo riassunto e dei quali il dubbio chiave è che la rinuncia ai Dirigenti a favore delle Posizioni Organizzative sui singoli settori sia la cosa migliore. Resta il dubbio nonostante i costi di gestione esosi dell’attuale modello, ma con un dubbio altrettanto enorme su chi e come coordinerà il lavoro delle singole PO, affinchè non diventi ciascuna una Città Stato.

Egregio Commissario, se ha trovato segni di buona amministrazione (e quella bozza ne era uno), perchè questo sfregio di firmarla nell’ultimo giorno di campagna elettorale e di farla notificare martedì, ovvero nel primo giorno potenzialmente utile della prossima amministrazione?

A buttare tutto e tutti a mare si fa in un attimo, lo abbiamo visto. E’ impietosa l’analisi sulla politica incapace di restare incollata ai bisogni delle persone che amministra. Eppure segni buoni, o almeno discreti se preferite, ce ne sono stati, come ho provato a documentare in questo gruppo. Per ricostruire un rapporto sano tra politica, indirizzi, controllo e gestione ci vorranno tempo e persone ragionevoli, in tutti i posti. Giunta, Consiglio Comunale e Uffici. Anche chi sta in ufficio dovrebbe avere più fiducia.

E’ finita quest’altra e da mò vale. Buona Città a tutti.

F.to Fabrizio Cramarossa

ESTINZIONE MUTUO MdPS

Regolamento Consulta Ambiente, delibera “rifiuti zero”,

Regolamento Consulta Ambiente, delibera “rifiuti zero”, Centro Comunale Raccolta/progetto esecutivo e linee guida utilizzo, Compro Rifiuti, Istituzione nuovo Ambito di Raccolta Ottimale (ARO), nuovo capitolato di gara gestione raccolta rifiuti.
Le percentuali oggettivamente ancora imbarazzanti di raccolta differenziata, tuttavia, non avrebbero avuto l’aiuto Harry Potter per spiccare il volo. Chi si cimenterà con la prossima fase della nuova gestione della raccolta dei rifiuti, potrà partire da un piano di lavoro concreto portato avanti.
Il Piano comunale di raccolta differenziata, disegnato nel capitolato di gara. Pronto.
Il piano è finalizzato da un lato al raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, dall’altra all’avvio di una serie di misure per la riduzione della produzione di rifiuti (es. compostaggio domestico, incentivazioni economiche, riduzione imballaggi etc.).
Il Piano è dimensionato per il raggiungimento di obiettivi aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dalla normativa nazione e regionale vigente, (ovvero il 65% di raccolta differenziata),  attraverso i quali elevare la qualità dell’ambiente, la vivibilità urbana e lo standard dei servizi resi dalla pubblica amministrazione alla collettività. Lo strumento principale per il raggiungimento di tale fine è l’adozione della strategia “Rifiuti Zero”.
Prevede il passaggio al modello di raccolta domiciliare (raccolta “porta a porta”) estesa a tutto il territorio urbano. Servizi differenti a seconda delle tipologia di utenze da servire (domestiche e non domestiche), tenendo conto della specificità dei rifiuti effettivamente prodotti (frazione organica prevalente per le utenze domestiche, imballaggi come frazione prevalente delle utenze non domestiche, con eccezione rappresentata dal settore della ristorazione e del commercio alimentare).
Alle famiglie sarà fornito un kit di attrezzature e materiale di consumo per agevolare la separazione dei rifiuti solidi urbani in casa: un mastello con chiusura ermetica antirandagismo per la raccolta della frazione organica, un sacchetto in juta per il conferimento periodico del vetro in campane stradali, sacchetti compostabili per la raccolta della frazione organica, sacchetti per la raccolta di carta e cartone, plastica, alluminio, sacchetti codificati per la raccolta dell’indifferenziato secco residuo. Il codice sarà successivamente utilizzato per permettere un nuovo sistema di tariffazione (tariffazione puntuale) proporzionale alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti (meno indifferenziato si produce, meno si paga).
Il conferimento delle frazioni differenziate avverrà in giorni ed orari prestabiliti nei pressi del portone di accesso dell’abitazione. Per le utenze domestiche la frazione umida sarà raccolta tre volte a settimana, la frazione secca residua due volte a settimana, carta, plastica e vetro una volta a settimana. Nelle frazioni, nelle case sparse e nelle ville verrà promosso l’autocompostaggio della frazione umida, con una compostiera da lt.300 per nucleo familiare.
Per le utenze non domestiche la frazione umida verrà raccolta quotidianamente, il secco indifferenziato residuo, la carta e il cartone 6 volte a settimana, plastica, vetro e lattine 3 volte a settimana. A queste utenze saranno consegnati bidoni carrellati per la frazione organica e per vetro/lattine. Le frequenze di prelievo potranno essere modificate in base a esigenze particolari rilevate attraverso strumenti di partecipazione e di feed-back con l’azienda di raccolta e con l’amministrazione comunale. Nei condomini con oltre 8 famiglie è prevista la fornitura di contenitori di volumetria variabile da posizionare nelle immediate vicinanze del numero civico. I rifiuti ingombranti e i RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) saranno ritirati gratuitamente a domicilio o conferiti al centro comunale di raccolta (CCR), dove potranno essere conferite anche tutte quelle tipologie di rifiuti che non possono essere raccolte con il “porta a porta” (es. sfalci di potatura, biciclette, sedie, inerti etc.). Presso il CCR sarà anche operativo un centro per la riparazione e il riuso di oggetti. Verranno organizzati punti di raccolta per abiti usati, oli vegetali esausti, batterie esauste, farmaci, che potranno essere anche smaltiti presso il CCR. La fase iniziale sarà ovviamente di informazione e coinvolgimento della cittadinanza. Come ovunque sia stata già avviata

F.to Fabrizio Cramarossa

Delibera Rifiuti Zero

R2 Linee guida utilizzo dei CCR

Bando definitivo compro rifiuti

consulta ambiente regolamento

lettera intenti

CCR

DELIBERA COMPRO RIFIUTI

compro rifiuti DD1005

 

Comunicato Stampa “LE EMERGENZE IRRISOLTE”

In merito a quanto affermato dalla Gazzetta del Mezzogiorno in data 23/5/2013, sulle EMERGENZE IRRISOLTE, il Partito Democratico di Modugno sottolinea il risultato concreto incassato dalla città intera,con il finanziamento di 3.000.000 di euro, in quanto così come si evince dai programmi integrati di Rigenerazione Urbana, il Comune di Modugno è stato ammesso ai finanziamenti regionali 2007/2013  asse 7, per la Rigenerazione dei Quartieri degradati.
Si darà avvio ai lavori di potenziamento e valorizzazione agli aspetti ambientali e storici-culturali di una grande parte della città.
Gli interventi e le opere da realizzare che saranno interessate sono:
riqualificazione urbana di strade e piazze del CENTRO STORICO rifacimento delle reti tecnologiche e ripavimentazione di zone del centro storico (la più consistente del finanziamento per un totale di 1,5 milioni di euro aggiunti a 850 mila euro dei fondi comunali), riqualificazione di Piazza Pio XII, realizzazione di Piazza Magna Grecia e la riqualificazione diurbana dello spazio antistante la Chiesa di Sant’Ottavio, al quartiere Piscina Preti. Riqualificazione urbana e viabilità al QUARTIERE CECILIA, con riferimento alle vie Ancona e Capo Scardicchio, riqualificazione urbana e completamento del locale polifunzionale di Piazza Antonio De Curtis, nei pressi del quariere PISCINA DEI PRETI, prolungamento di via Vavenna.
E’ evidente che quanto sottolineato dagli altri Candidati alla carica di primo Cittadino in merito alle ….”EMERGENZE IRRISOLTE”, sicuramente, per ciò che attiene periferie e centro storico, il Partito Democratico rivendica un diritto di CONTENUTI E DI “POLITICA DEL FARE”.

Tania Di Lella – PD Modugno -

Reti, servizi e opportunità di sviluppo nell’Area Metropolitana Barese.

L’area metropolitana ha come fulcro economico, naturalmente, la città di Bari, la quale, antico centro marinaro, ha sempre avuto una spiccata vocazione mercantile, rendendola un importante centro di commerci. L’industria è da sempre trainante e si sviluppa nel comparto alimentare , chimico e sopratutto meccanico. Nella meccanica operano nella zona ASI di Bari e Modugno Aziende come la Magneti Mare…lli, Bosch, Getrag: La zona industriale ospita il principale distretto industriale tedesco in Italia. I problemi occupazionali, non ultima la crisi che attanagliano grosse aziende come la OM carrelli,  la Bridgestone, saranno oggetto di un dibattito tra il Sindaco di Bari Michele Emiliano e la candidata Sindaco del Centrosinistra Lella Ruccia che si terrà domani alle ore 19.00 presso la Sala Beatrice Romita comando di Polizia Municipale, via maranda. Il PD modugnese saluta con piacere la presenza del proprio Presidente regionale del Partito, auspicando, con questo importante incontro-confronto, l’inizio di una collaborazione nell’ottica di Area Metropolitana.
Segretario PD Circolo di Modugno
Tania di Lella

L’IPOTESI DI RI-ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE DELL’ENTE

L’IPOTESI DI RI-ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE DELL’ENTE,
AI TEMPI DELLA CRISI

Una Amministrazione che si prefigge di prevedere e realizzare obiettivi strategici e non accontentarsi di una gestione giornaliera di corto respiro, ha bisogno di dotarsi di un assetto organizzativo improntato a logiche di funzionalità e di corretta gestione delle risorse disponibili.
I valori fondanti di una nuova cultura organizzativa, dovrebbero essere:
• introdurre un maggior livello di chiarezza organizzativa;
• rafforzare il management e sviluppare le funzioni a suo supporto;
• diffondere una logica di lavoro di squadra;
• valorizzare le competenze presenti;
• creare un ambiente di lavoro in grado di offrire nuove opportunità professionali;
• facilitare la comunicazione interna e la circolazione di idee per la diffusione dei valori
dell’azienda pubblica;
• perseguire combinazioni ottimali di efficienza, qualità ed equità;
• pervenire ad un equilibrio economico di lungo termine (accumulare risorse per gli
investimenti, rinnovare con continuità l’assetto gestionale ed il quadro delle competenze);
• generare “valore pubblico” attraverso l’innovazione nell’offerta dei servizi.
In particolare, la riprogettazione dell’assetto organizzativo dovrebbe essere diretta a:
• individuare una struttura organizzativa coerente con la formula strategica dell’Ente,
ridisegnando le funzioni e i principali ruoli di responsabilità previsti nell’organigramma
aziendale;
• creare un clima interno di coinvolgimento e di motivazione delle risorse umane, che superi il
paradigma della “cultura dell’adempimento”, diffondendo una logica di responsabilizzazione sugli obiettivi, di raggiungimento del risultato e di valorizzazione, compatibilmente con le esigenze dell’organizzazione, delle aspettative e delle potenzialità dell’organismo personale.
Tuttavia, per poter affrontare al meglio la sfida del cambiamento è necessario mettere in relazione le aspettative, i programmi con le situazioni “reali” e con le reali potenzialità dell’Ente, attraverso un processo nel quale:
a) si verifichi lo “stato” dell’organizzazione;
b) si delinei l’assetto organizzativo “desiderato”, validandone le principali strutturazioni rispetto a quello “possibile”;
c) si proceda alla traduzione sotto il profilo operativo (progettazione definitiva, adozione di misure specifiche, adeguamento del quadro delle regole, ecc.).

Sulla base di queste riflessioni si è proceduto nel corso del ’12, fino a novembre, a formulare una bozza di riorganizzazione dell’ente.
Basata sulla rinuncia, gioco forza, delle 5-6 figure dirigenziali già esistenti, per ragioni contabili. Basata quindi sulla istituzione di un numero di settori compreso tra i 10 e i 14 e altrettante Posizioni Organizzative a capo di ciascuno. Una bozza, una previsione, una ipotesi presentata alla data del 26 novembre ’12, quando il Dr Pellegrino la presentò per la prima volta alla maggioranza di centrosinistra. Sarebbero seguiti ulteriori e, ritengo, numerosi incontri con tutte le forze politiche di maggioranza e minoranza, posto che il tema era e resta di importanza assolutamente strategica. Un lavoro poderoso, avviato e portato avanti nelle linee essenziali ma con dettagli tutti da verificare. Quanti settori e quali servizi dentro ciascuno, alla fine? Quante Posizioni Organizzative? Quanto personale e quali qualifiche per ciascun settore? Quali i requisiti per nominare le PO? Quale peso specifico dare nella nomina delle PO ai titoli di studio, al curriculum e all’anzianità di servizio? E soprattutto: con la rinuncia alle dirigenze e con la creazione dei Settori con a capo di ciascuno una PO, chi avrebbe coordinato il lavoro di tutti? Come dirimere questioni a cavallo tra un settore e l’altro? Tra la competenza di una PO e l’altra? Quesiti del tutto normali e tutt’altro che trascendentali, ai quali però dare una risposta con l’aiuto del tempo e della riflessione. Riflessione che avrebbe certamente tenuto conto del parere dell’attuale dirigenza comunale, ma che doveva e dovrebbe restare terza rispetto alle dinamiche interne al personale dell’Ente. Cioè come si fa in una democrazia.

Allego tutti i documenti di cui sono io in possesso. Sono tutti bozze, quindi nonostante l’intestazione istituzionale NON SONO DOCUMENTI APPROVATI QUINDI NON SONO UFFICIALI E NON SONO STATI MAI ADOTTATI COSI’ COME LI LEGGETE. Avevano molte variabili, dubbi ancora non sciolti, molti evidenziati in giallo, molti “oppure”, segno che il lavoro era stato impostato nelle linee essenziali, ma incompleto. Impostato ma tutt’altro che concluso. Andava concluso in una sana dialettica tra organi diversi e complementari, come la Politica e la Dirigenza, come tra chi da indicazioni politiche e chi le mette in pratica ai fini gestionali. Per queste ragioni, in un modo che riteniamo garbato, abbiamo chiesto circa un mesetto fa al Commissario Prefettizio per quale ragione ha accelerato improvvisamente l’approvazione di queste linee guida abbozzate. Non conosciamo il risultato finale e non so se quel documento alla firma del Commissario è stato effettivamente siglato. Non so se e chi ha eventualmente formulato obiezioni e quali. Tutto era nei suoi legittimi poteri (ci mancherebbe altro!), ma senza quella sana dialettica tra Politica legittimamente eletta e Dirigenza quale sarebbe stato il futuro di quel provvedimento non condiviso con la rappresentanza politica che sarebbe stata eletta da li a poco? Quale era l’opinione diffusa dei dipendenti comunali sul documento arrivato alla firma del Commissario? Si rischiano contenziosi interni al personale dell’ente a causa di una mancata condivisione? In modo particolare in relazione all’attribuzione delle PO?
Leggete i documenti che in realtà andrebbero studiati. Io penso che vadano letti e studiati non solo per rendere trasparente un percorso così strategico per la vita dell’ente ma per offrire tutti un contributo fattivo al rinnovamento dell’Amministrazione, della Politica e di chi ha l’onere tremendo della gestione quotidiana.
E’ vero: le due ultime dirigenti superstiti avevano e hanno un carico insostenibile. Tuttavia è legittima una domanda: perché accelerare così quando mancavano soli trenta giorni al voto. Oggi ne mancano appena sette e la perplessità resta identica.

f.to Fabrizio Cramarossa

 

1. Progetto di riorganizzazione

2. Regolamento sull’ordinamento degli U & S

3. Sistema Profili Professionali

4. Sistema di graduazione delle P.O. Proposta

4a. Criteri per l’attribuzione delle P.O.

 

RIQUALIFIC​AZIONE URBANA

Martedì 14 MAGGIO ALLE ORE 18, 00 PRESSO PALAZZO CULTURA è stato ospite il Prof Nicola Martinelli, urbanista Prorettore del Politecnico di Bari, sul tema della riqualificazione degli spazi pubblici. Su questo tema ci siamo spesi nel corso dei 18 mesi di amministrazione. Alleghiamo il DPRU Modugno, ovvero il Documento Programmatico della Rigenerazione Urbana. Riqualificazione centrata sul recupero del centro storico, piazza pio XII, del rustico sito in zona piscina preti, fino alla zona Cecilia.
Approvato in CC nel Luglio ’12, è entrato nella graduatoria del bando regionale e classificato 28°, con una proposta di finanziamento pari a circa 3 milioni di euro. La graduatoria è scorsa in questi 10 mesi, e siamo ora in posizione utile al finanziamento, che arriverà per certo perché l’Assessorato regionale ha avviato con il Comune la procedura ad hoc, previa esecuzione delle modifiche al progetto suggerite. Un fatto certo, un risultato concreto. Pertanto abbiamo parlato con Martinelli della riqualificazione più complessiva della città, a partire ad questo dato di fatto.

Una rigenerazione urbana seria genera a sua volta connessione sociale, a patto che si azzecchi l’analisi dei bisogni, sulla quale si costruisce poi una progettualità vasta nel tempo e nello spazio urbano. Partiamo dall’analisi contenuta nel DPRU e proviamo a sviluppare un ragionamento breve e puntuale che includa spunti sul piano dei servizi, idee innovative di riutilizzo a scopo sociale, culturale e produttivo, di spazi abbandonati (p.es. capannoni), housing sociale nelle zone di espansione, ecc. La chiave sarà la “partecipazione”, come evincerete dal documento PUG PARTECIPATO, che scrissi un anno fa e che fu condiviso dal pd e protocollato vs l’amministrazione.

F.to Fabrizio Cramarossa

PUG PArtecipato

DPRU RIGENERAZIONE URBANA MODUGNO

Bilancio e contabilità trasparenti

A proposito di bilanci leggibili, partecipati, sociali o di genere che siano. Tutto corretto. Ritengo corretta anche una semplice accessibilità e facile leggibilità dei dati di contabilità. Che siano accessibili a tutti i cittadini, quindi a chi ha l’onere di dare indirizzi politici di governo della Città e ovviamente a tutti quelli che hanno il peso della gestione quotidiana. Cittadini, politica, dirigenti e impiegati comunali. Per tutti.

Come per il DPRU già citato in precedenza, pongo alla vostra attenzione un altro sentiero concreto che abbiamo battuto, con tanto di dati e iniziative già intrapresi negli ultimi due anni, al fine di rendere leggibili e trasparenti tutti i flussi di cassa. Lo abbiamo fatto grazie al sostegno e all’amicizia, quindi di fatto una consulenza del tutto informale e gratuita, del Prof. Luca Meldolesi e dell’Ing. Alberto Carzaniga. Chi vuole usi il web per ricostruirne le figure e i curriculum. Li abbiamo ospitati nel febbraio ’12 ed è nata questa riflessione, poi tradotta in una proposta quindi in una iniziativa amministrativa, riscontrabile nei documenti che allego.
Il SIOPE (Sistema Informativo Operazioni Pubblici Enti) è uno strumento informatico che registra ogni pagamento e ogni incasso della pubblica amministrazione italiana in base a un codice gestionale univoco e standardizzato a livello nazionale. È nato per superare il vecchio sistema di rilevazione trimestrale dei flussi di cassa e rispondere in maniera più precisa agli adempimenti contabili nazionali in sede comunitaria. Rappresenta un potenziale informativo enorme, configurandosi come un potente strumento per l’accountability del sistema pubblico in generale.

SIOPE è stato sviluppato da Banca d’Italia e Ragioneria Generale dello Stato. Nella sua versione attuale consente di avere tutte le mattine la contabilità consolidata di cassa di tutte le amministrazioni pubbliche. E’ in fase sperimentale anche la contabilità di cassa per ogni singolo investimento pubblico. Può essere esteso alla contabilità “on line” degli acquisti di beni e servizi. Può infine essere trasformato subito in un budget di cassa consolidato di tutto il bilancio comunale.

La riflessione sulle esigenze di trasparenza della nostra contabilità è stata la seguente: tutto il danaro pubblico, in entrata ed in uscita del Comune, transita sulla banca tesoriera. Se si fornisce un codice contabile ad ogni entrata e ad ogni uscita,  e giornalmente il computer della banca tesoriera trasmette alla Banca d’Italia questi movimenti, possiamo avere il consolidato di cassa di tutto il Comune. I vantaggi sono evidenti in termini di maggiore produttività, minore spesa pubblica, minori sprechi, maggiore automatica trasparenza, maggiore concorrenza. Sembrano tutto evidente.

Con il 2013,  l’ Unione Europea chiede di tenere i conti secondo una nuova direttiva del Consiglio (2011/85/UE  del 8 nov.2011).  La nuova Direttiva innova la prassi attuale, e cerca di spostare ancora una volta l’amministrazione pubblica italiana fuori dalla mentalità ancora oggi prevalente: uscire dalla logica del “primato della legittimità” del bilancio pubblico, ed entrare in una logica dove è certamente importante la legittimità del bilancio pubblico, ma è altrettanto importante il risultato dello stesso bilancio.
La Direttiva chiede fondamentalmente di attuare cinque innovazioni:

A. Vi deve essere qualcosa che assomigli ad un budget, ossia una tabella di numeri dove ciò che è stato previsto a preventivo , viene confrontato con il consuntivo, a partire dai dati di cassa, in un orizzonte che è annuale, ma è parte di una previsione almeno triennale (art.9, punti 1 e 2a e 2b).

B. Questo budget deve essere trasparente, ossia si deve poter leggere liberamente e si deve poter capire ciò che dice (art.13, punto 1).

C. Si deve basare sui dati di cassa (art.3, punti 2a e 2b), e deve pubblicare la conciliazione tra dati di cassa e di competenza (che qui si interpreta come competenza temporale, non nel senso di competenza come “spesa autorizzata”).

D. Deve comprendere tutto, nulla di pubblico escluso  (art.14, punto 1 e soprattutto 3, ossia anche i rischi di pagare cose impreviste e non incassare cose previste).

E. Tutti i “considerando” rafforzano due ovvietà contabili sempre negate: si deve partire dalla cassa, non può esistere alcuna contabilità senza contabilità di cassa, preventivo e consuntivo, e analisi degli scostamenti, dove la parola “cassa” significa solo la registrazione dei pagamenti ed incassi effettivi, cioè quelli che transitano dalla banca tesoriera. Tutto deve essere trasparente: una contabilità  “illeggibile o incomprensibile”, che è lo stesso, non è contabilità, poiché la finalità prima della contabilità non è compilare un foglio e fare delle somme, ma dire a chi gestisce che risultati ha ottenuto sino ad oggi, che risultati può prevedere per domani sulla base di ieri, con tutti intorno che si regolano di conseguenza nel loro lavoro.

Più in generale il bilancio comunale, specie il bilancio consolidato, rappresenta la sintesi delle linee guida di carattere politico-amministrativo adottate dalla politica e poi gestite dagli uffici.

Nello stesso confluiscono i valori attivi e passivi della gestione, fornendo a chiunque una fotografia dello stato di salute economico e patrimoniale dell’Ente .

Per es. il bilancio consolidato relativo all’anno 2011 evidenziava una esposizione di residui attivi (comunemente chiamati crediti) per oltre 9 milioni di euro, accumulatisi nell’arco di un ventennio (ci sono posizioni creditorie maturate nell’anno 1992 e seguenti).

Circa i residui passivi (debiti) rinvenienti dagli esercizi precedenti, vi è stata – sempre nel bilancio 2011 – un incidenza sullo stesso per oltre 12 milioni di euro; anche in questo caso, conseguenza di un accumulo verificatosi in un trentennio (con posizioni debitorie iscritte addirittura nell’anno 1982 e non ancora definite).

La presenza in bilancio di tali posizioni attive e passive è sintomatico di alcune criticità:

-       l’ente pubblico ha serie difficoltà a  incassare quanto gli è dovuto e/o ha difficoltà a pagare coloro (imprese, privati ) che hanno effettuato prestazioni a favore dello stesso ente;

-       si leggono in bilancio posizioni attive di cui successivamente potrebbe essere  accertata l’insussistenza o l’inesigibilità. Non entro qui nei dettagli delle motivazioni che strangolano un bilancio comunale al tempo del patto di stabilità, ma per i motivi sopra esposti, è necessario l’avvio di un iter graduale e progressivo, di revisione  di tutti i residui  attivi e passivi giacenti nella gestione amministrativa del Comune, allo scopo di consentire una situazione contabile  attendibile, nonostante il giogo del patto di stabilità porti in tutt’altra direzione.

Da queste riflessioni di fondo sono scaturite le iniziative di cui leggete negli allegati. Una lettera alla Banca d’Italia, la risposta della Banca d’Italia al Comune di Modugno, quindi una Delibera di Giunta.

La Banca d’Italia ha confermato la propria disponibilità ad attivare questa sperimentazione. L’iniziativa sulla trasparenza della contabilità potrebbe essere, ancora oggi, parte di una strategia più complessiva, per un bilancio attendibile e leggibile da tutti.

FABRIZIO CRAMAROSSA

Lettera Modugno a Banca d’Italia

lettera banca d’italia 1

lettera banca d’italia 2

Delibera progetto SIOPE

 

Confronto Candidati Sindaco

Venerdì 10_05_2013 incontro con i candidati sindaci

Venerdì 10 maggio 2013 ore 19:30

presso l’Auditorium dell’IISS “T.Fiore”

Via Padre Annibale Maria di Francia

Confronto Candidati Sindaco Città di Modugno:

Fragassi Saverio -

Liberio Vito Carlo -

Magrone Nicola -

Ruccia Lella

Vuoi porre una domanda ai candidati

Inviala a:

aclimodugno@libero.it

Le domande più interessanti saranno rivolte ai candidati.

 

Autofinanziamento – Serata raccolta fondi

 

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Ai candidati,agli iscritti, ai simpatizzanti:

ci aspettano giorni difficili e avremo bisogno di tutto il nostro coraggio per affrontare le prossime Amministrative che devono vederci coesi nel dimostrare “CHI SIAMO” e “COME SIAMO”.

Siamo “NUOVI”, siamo “DONNE”,SIAMO “UOMINI” ma siamo soprattutto “LIBERI”!!!!!

La nostra libertà passa soprattutto attraverso una campagna elettorale che non ha bisogno di “PADRONI”.

E’ anche per questo che abbiamo deciso di AUTOFINANZIARCI, proponendo una serie di iniziative che ci permetteranno di impegnarci tutti DIGNITOSAMENTE.

E’ per questo che:

IL CIRCOLO PD DI MODUGNO

VENERDI’ 3 MAGGIO 2013 ore 20:30

presso

Ristorante-pizzeria “IL GROTTINO” via Municipio,7

ORGANIZZA UNA SERATA DI RACCOLTA FONDI

Il menu’ è così composto:

bruschette e olive

pizza a scelta

1 bevanda

acqua minerale

dolce

caffè o amaro

La quota di partecipazione è di €.20,00.
le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre giovedì 2 maggio 2013,presso la sede PD via Maffei,3

Vi aspetto numerosi.

Tania DiLella